prestito personale: taeg

Prestito personale: da cosa è composto il TAEG?

Quando si va alla ricerca del miglior prestito personale, spesso si corre l’errore di concentrare tutte le proprie attenzioni analitiche sul TAN, il tasso annuo nominale, ovvero sul tasso che è applicato al capitale oggetto di finanziamento. In realtà, come ben sanno tutti coloro che hanno già affrontato qualche operazione di indebitamento, non sono solamente gli interessi a rappresentare un “peso” nel costo dell’operazione: dalle spese di istruttoria alle commissioni di incasso delle rate, non sono certamente pochi gli oneri che il debitore deve sostenere.

Proprio per questo motivo, il miglior indicatore sintetico del costo di un finanziamento è in realtà il TAEG, il tasso annuo effettivo globale, che indica il costo effettivo del finanziamento, come introdotto da una direttiva europea di diverso tempo fa. Il TAEG rappresenta infatti il costo effettivo dell’operazione, conteggiato come percentuale che il cliente deve alla società che ha erogato il finanziamento, comprendendo anche le spese accessorie alla pratica.

Più nel dettaglio, entrano nel calcolo del TAEG le spese di istruttoria della pratica, le commissioni di incasso delle rate, le assicurazioni obbligatorie, i bolli statali, le imposte e le spese del conto corrente di appoggio (se obbligatorio). Ovvero, entrano a far parte del calcolo del TAEG tutte le voci di costo che sono direttamente e strettamente ricollegate al finanziamento, e che possono essere ricondotte a status di oneri obbligatoriamente sostenuti per poter dar seguito alla pratica di credito.

Proprio per il motivo di cui sopra, il TAEG non comprende le assicurazioni non obbligatorie, cioè quelle facoltative. Pertanto, se la banca vi propone un finanziamento con in aggiunta una polizza assicurativa facoltativa, in relatà la polizza non entrerà a far parte del calcolo del TAEG, ma sarà un onere concettualmente separato rispetto al tasso annuo effettivo globale di cui si è sopra detto.

Ad integrazione di quanto sopra anticipato, segnaliamo anche che una direttiva più  recente rispetto a quella che ha istituto il conteggio del TAEG, ha reso obbligatoria l’indicazione del tasso annuo effettivo globale nei contratti di credito. La stessa direttiva ha poi lasciato liberi gli Stati membri di scegliere il conteggio dell’indicatore come da proprie preferenze, con la conseguenza che alcuni Stati hanno sviluppato indicatori ben diversi gli uni dagli altri.

Al di là di tale tecnicismo, confrontare i TAEG di più finanziamenti può essere certamente una scelta opportuna per poter arrivare all’individuazione del prestito più conveniente, almeno sotto il profilo economico. L’individuazione del prestito migliore per le proprie esigenze è in realtà più complessa, visto e considerato che entreranno in gioco anche dei fattori di diversa natura, com ad esempio le clasuole di flessibilità che vengono previste all’interno del contratto, e che alcuni utenti potrebbero trovare di grandissima utilità e altri potrebbero considerare totalmente inutili (come le opzioni di posticipo del pagamento delle rate, di modifica delle stesse, e così via).

Autore dell'articolo: Redazione Online

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