Decortica: un rituale necessario per tutelare l’ambiente

rito della decortica

Siamo in piena estate, il caldo ormai si fa sentire e, per alcune regioni che si affacciano sul Mediterraneo, è arrivato il periodo della decortica, un rituale unico al mondo che proprio nei mesi di giugno e luglio interessa alcune zone della Spagna, del Nord Africa e della nostra Sardegna.

Ma cos’è questa decortica? Si tratta del delicato processo con il quale il sughero, materiale ancora oggi preziosissimo, viene separato dal tronco della quercia che lo produce. Abbiamo detto “delicato” processo perché la decortica non ha niente a che vedere con le normali tecniche con le quali si ricava il legno dagli alberi, né tanto meno con pratiche che possono portare ad una deforestazione delle zone interessate.

Tutt’altro: la decortica è un vero e proprio rituale, antico e legato ai cicli naturali, che rigenera la pianta, un po’ come la tosatura per una pecora. Un’azione necessaria quindi, che non indebolisce o danneggia l’albero, ma gli permette di “rinascere” per l’anno successivo. Il tutto a patto che l’operazione venga svolta nel migliore dei modi, con attenzione, cura e con il dovuto equilibrio.

La decortica viene svolta nel trimestre di inizio estate, quando la linfa emerge tra il fusto e la corteccia, che può essere tolta più agevolmente. Se ne occupano solo artigiani specializzati, persone che vivono nella zona della foresta per le quali questa attività diventa preziosa opportunità di lavoro e sostentamento, dimostrandosi anche un’ottima soluzione contro la desertificazione sociale, oltre che contro quella ambientale.

Il primo sughero è grezzo, non idoneo alla produzione di tappi, bensì per la realizzazione di articoli decorativi e prodotti granulati. Dovranno trascorrere altri 9 anni prima della seconda decortica e ancora altri 9 prima che dalla corteccia si possano realizzare tappi, quando il sughero raggiunge una stabilità strutturale tale da garantire le proprietà necessarie all’imbottigliamento. 43 anni minimo per iniziare a produrre tappi in sughero: con un ritmo di una decortica ogni 9 anni la stessa pianta può subire questo processo per oltre 200 anni.

Siamo davanti ad un processo lento, regolato dai ritmi della natura, e proprio per questo motivo l’imbatto ambientale è pari a zero. Si ricava dalla pianta il materiale necessario e si attende senza disturbare il giusto equilibrio. Una pratica utile, ma anche un insegnamento per le nuove generazioni e per tutte quelle aziende che ricavano dalla terra le loro preziose materie prime.

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